Digital Strategist: la professione del futuro

da | Apr 20, 2023 | Digital strategy tips

 

Digital Strategist, la professione del futuro

Il digital strategist definisce l’ecosistema digitale di un progetto di business che sia aziendale, di personal branding o e-commerce. Identifica le piattaforme digitali da utilizzare in base al percorso ideale del cliente potenziale (noto come customer journey, di cui discuterò in modo dettagliato in un articolo specifico) e stabilisce gli obiettivi da raggiungere mediante l’uso di strumenti digitali avanzati per misurare le metriche.

Spetterà a lui valutare la situazione iniziale di un particolare business o marchio e formulare la strategia ottimale, successivamente identificando le attività da avviare immediatamente e quelle meno urgenti, tenendo conto degli obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Sarà necessario che prosegua poi con la valutazione delle performance della strategia, facendo affidamento sui dati raccolti, al fine di migliorarla in modo costante e raggiungere un risultato tangibile all’interno del processo.

Un professionista al quale affidarsi quindi quando si desidera comunicare in maniera efficace online, senza disperdere energie e budget in attività che rischiano di portare da nessuna parte. Online abbiamo il vantaggio di poter misurare ogni obiettivo e quindi di comprendere la bontà di ogni azione che si tratti di un semplice post sul nostro profilo Instagram oppure di una campagna di milioni di euro su Google.

Il Digital Strategist non si ferma solo al mondo online, come la comunicazione del resto.

Anche se le mie competenze, come del resto quelle di qualsiasi altro Digital Strategist sono verticali in ambito digitale, non posso non tenere conto della comunicazione a 360° di un’azienda o di un libero professionista, fatta anche di attività offline. Pensiamo ad esempio agli eventi aziendali, quelli che tanto amiamo fare soprattutto dopo la chiusura forzata dei mesi di pandemia che purtroppo ricordiamo ancora con immensa tristezza, oppure a tutte le relazioni che un professionista coltiva offline con i clienti o i fornitori, o ancora al packaging del prodotto che acquistiamo tramite e-commerce. Questi sono solo alcuni esempi di casi in cui la comunicazione online si deve intrecciare perfettamente con la comunicazione online per fortificare il messaggio, per seguire il cliente o potenziale tale in tutto il suo percorso.

In un’unica figura professionale si aggregano competenze differenti, trasversali.

Un Digital Strategist sa condurre un’analisi di mercato, sa analizzare i competitor in ogni canale all’interno del quale la loro comunicazione si sviluppa, sa fare un piano di marketing, sa analizzare e pianificare le attività su ogni canale digitale strategico al progetto: social media, newsletter, advertising, Google, ecc…

Non si tratta di un unicorno con la criniera arcobaleno, ma semplicemente di una persona che negli anni ha accumulato competenze trasversali in ambito digitale ed è quindi in grado di comprendere i sistemi di ogni canale di comunicazione online, sfruttando a pieno le funzionalità per raggiungere i suoi obiettivi, ovvero quelli del progetto che cura.

Passione e curiosità, i valori che guidano un Digital Strategist

La passione, questa conosciuta.
Senza questo ingrediente non potremmo accettare di non vivere tutti in un’isola caraibica e fare surf in pausa pranzo. Perchè non è così, quasi mai almeno. Il più delle volte le giornate si sviluppano davanti al pc con una caraffa di caffè vicino. Nulla di entusiasmante insomma, se non nutri una seria passione per questo lavoro.

La curiosità del gatto, come quella del digital strategist sono infinite.

La curiosità del gatto, come quella del digital strategist sono infinite.

Poi c’è la curiosità.
Senza curiosità un Digital Strategist è come un marinaio senza la sua barca…
La curiosità tiene accesa quella fiamma che rischia di affievolirsi ogni volta che un progetto di complica, ogni volta che un obiettivo tarda ad arrivare. La curiosità nutre la voglia di sapere, ma anche la voglia di condividere e ciò che si crea è un circolo virtuoso di informazioni tra professionisti, ma non solo.

Ti consiglio uno strumento utilissimo se anche tu come me sei inondato durante la giornata di spunti che vorresti approfondire in un secondo momento: Google Keep.

Con Google Keep puoi creare, modificare e condividere note. Puoi scaricarlo qui.

La formazione del Digital Strategist

Gode di una formazione a T, che gli permette di essere specializzato in un’area specifica del web marketing, ma allo stesso tempo, possiede una vasta gamma di abilità trasversali che gli consentono di operare efficacemente in qualsiasi ambito del settore e soprattutto di poter dialogare con ogni specialist.

Questo tipo di formazione si ottiene con il tempo e richiede una predisposizione mentale che si sviluppa grazie all’esperienza in primis.

Il professionista T-Shaped, quindi, è in grado di combinare la specializzazione in un campo con una vasta gamma di conoscenze e competenze in modo da lavorare in modo più efficace, sia per sé stesso che per il team di lavoro e il manager.

Io ad esempio ho competenze verticali in Social Media Marketing, perchè questo è il ramo del web marketing che per primo ho sviluppato nella mia carriera e quindi ho accumulato più esperienza e case study. Negli anni ho però sviluppato competenze in altri ambiti. L’ho fatto in due modi: formazione con professionisti specializzati in ambiti precisi e sperimentazione con progetti pilota o parte di progetti ai quali stavo già lavorando.

Nei miei corsi di formazione cerco sempre di fornire spunti di approfondimento che consentono alle persone che partecipano di poter ampliare le loro conoscenze trasversali in diversi ambiti del web marketing. Se ti interessa partecipare a un corso di formazione in digital marketing ti invito ad andare a curiosare sulla pagina dedicata.

Perchè costruire una strategia digitale?

Ecco 5 buoni motivi per scegliere di definire una digital strategy:

  1. Presenza online: Oggi sempre più persone cercano informazioni, prodotti e servizi online. Costruire una presenza online forte può aiutare a raggiungere un pubblico più ampio e a costruire la fiducia dei clienti.
  2. Competitività: Le aziende che non hanno una presenza digitale competitiva rischiano di essere superate dai concorrenti che invece si stanno focalizzando sulla digitalizzazione.
  3. Efficienza: La digitalizzazione può aiutare a migliorare l’efficienza dei processi aziendali, ridurre i costi e aumentare la produttività.
  4. Analisi dei dati: La raccolta e l’analisi dei dati possono fornire informazioni preziose su come migliorare i processi aziendali e aumentare le vendite.
  5. Customer engagement: Una buona strategia digitale può aiutare a coinvolgere i clienti e a creare un rapporto duraturo con loro, ad esempio attraverso la creazione di contenuti interessanti e coinvolgenti sui social media o attraverso una customer experience digitale personalizzata.

La definizione di una Digital Strategy permette alle aziende di determinare e formalizzare la migliore comunicazione online, gli obiettivi e le azioni da intraprendere in funzione dei seguenti elementi chiave:

  • Analisi della situazione attuale, per analizzare il posizionamento attuale sul mercato e l’efficacia della comunicazione online.
  • Definizione di obiettivi e di metriche per valutare il raggiungimento degli obiettivi, tutto è misurabile e ciò che non si misura non si può neanche migliorare.
  • Analisi del potenziale cliente e dell’audience ideale da raggiungere, al fine di creare una comunicazione mirata, senza sparare sul mucchio.
  • Analisi dei competitor e dei comparables, per comprendere cosa fanno gli altri e trarre anche spunti interessanti.
  • Definizione del percorso dell’utente, dal momento in cui non conosce neanche il brand al momento in cui acquista, ri-acquista e diventa ambassador del brand, per realizzare una comunicazione efficace in ogni momento e in ogni canale.
  • Individuazione dei canali di comunicazione da sviluppare, perchè non ha senso essere ovunque e spesso costa anche troppo. Bisogna invece presidiare i giusti canali nel giusto modo.
  • Definizione di tutte le attività operative da intraprendere per costruire una comunicazione efficace, in modo da organizzare ogni fase di attuazione della strategia. Questo punto è fondamentale e rappresenta a mio avviso il vero successo o insuccesso della strategia.
  • Monitoraggio e analisi dei dati al fine di scalare la strategia digitale, questa è la parte più importante, quella che permette di modificare la strategia al fine di migliorarla continuamente, nelle fasi di sviluppo, non alla fine.

Il mio metodo si basa su 10 step per definire una digital strategy completa, un documento che permette agli addetti ai lavori di prendere in mano la loro parte del progetto e di portare a termine le task assegnate.

Non tutte le aziende decidono però di definire una strategia digitale.
Spesso si buttano a capofitto nel progetto, concentrando le proprie attenzioni sulle attività operative per mettere online il sito web ad esempio, oppure sviluppare piani editoriali social e quindi pubblicazioni e magari anche campagne di advertising sporadiche, che rischiano di non portare ai risultati desiderati, e non perchè nel piattaforme di digital advertising non funzionano…

Perchè non tutti pensano subito ad avere una strategia digitale?

  • Perchè richiede tempo, e nel primo periodo questo tempo non viene impiegato per la creazione di contenuti da pubblicare.
  • Perchè richiede uno sforzo da parte di tutta l’azienda, una strategia digitale non è un servizio “chiavi in mano”, ma richiede piuttosto un confronto costante e l’implementazione di cambiamenti tangibili.
  • Perchè l’azienda spesso non sa di averne bisogno o non sa che esiste un professionista in questo ambito al quale può rivolgersi.
  • Perchè l’imprenditore o internamente in azienda non si hanno le conoscenze per valutare il giusto consulente o il preventivo ricevuto.
  • Perchè richiede coraggio, costanza e fiducia.

Concludo questo articolo con una citazione di un libro che stra-consiglio di leggere:

“Le tradizionali strategie go to market pre-pianificate non sono più efficaci. In un’era caratterizzata da volatilità, incertezza, complessità e ambiguità, le imprese non possono più fare piani a lungo termine che non prevedono numerosi aggiustamenti in corso d’opera. In effetti, la maggior parte dei piani a lungo termine è già obsoleta al momento di implementare le fasi iniziali”.

Puoi acquistare il libro su Amazon: Marketing 4.0 di Philip Kotler

Un estratto del libro: Marketing 5.0 di Philip Kotler

Desiree Bonaldo chi sono

Ciao sono Desiree, consulente e formatrice

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